SASSI KULT MATERA
Invia pagina Invia questa pagina
 Cerca nel sito
 Iscriviti alla Newsletter
HOME   |   RETE SOCIALE   |   MATERA   |   CULTURA   |   FORUM   |   PARTECIPA   |   VIDEO CONTATTI
 
RETE SOCIALE > Ambiente Pagina 17 di 69  Precedente | Successiva
   
RETE SOCIALE
11/07/2009  Lascia un commento
Mini dossier sul cementificio Italcementi di Matera
Legambiente Matera - Paese che vai, usanza che trovi!

"Consapevole dell’importanza della sua presenza sul territorio (le attività delle cementerie hanno un impatto diretto sull’ambiente e sulla popolazione locale) e profondamente convinta dei valori di Sostenibilità Ambientale, Italcementi si è posta l’obiettivo di migliorare continuamente il proprio rapporto con le comunità locali promuovendo un dialogo aperto e una collaborazione continua con il territorio". Fonte Italcementi: http://www.italcementi.it/ITA/cementerie+e+comunita+locali

Finalmente è possibile consultare online le schede ambientali di ogni singolo impianto, ed in particolare i valori medi annui delle concentrazioni degli inquinanti rilevati dal sistema di analisi registrati nel corso del 2007.
Perché Paese che vai, usanza che trovi?
Perché i valori limiti imposti a Calusco d’Adda sono minori dei valori limiti di Matera?
Perché in ogni impianto i valori limiti sono differenti tra loro?
Eppure la legge è la stessa, ma l’impianto di Matera sarebbe fuori norma se installato a Calusco d’Adda, oppure l’impianto di Samatzai sarebbe fuori norma se installato a Matera e figuriamoci se installato a Calusco d’Adda.
Perché un cementificio inquina tanto?
I principali componenti delle emissioni atmosferiche di una cementeria sono le polveri, il biossido di zolfo (SO2) e gli ossidi di azoto (NOx).

· Le Polveri sono l’inevitabile effetto del trasporto e del trattamento dei materiali.

· Il Biossido di zolfo si origina dalla combustione dello zolfo contenuto nei combustibili e nelle materie
prime.

· Gli Ossidi di ferro si formano durante il processo di combustione all’interno dei forni.

La cementeria di Matera è impegnata nel risparmio delle risorse naturali ricorrendo all’utilizzo di combustibili alternativi come pneumatici e gomme non clorate. Il cemento nasce da materie prime di origine naturale, scavate in giacimenti in prossimità della cementeria o acquistate da terzi, che vengono sottoposte ad un preventivo trattamento di frantumazione per ridurne la pezzatura ed agevolarne il trasporto.

· Calcare: proveniente dalla cava di Trasanello situata all’interno dell’area della cementeria (comune di Matera). Costituisce circa il 70% del materiale necessario. Arriva agli impianti della cementeria per mezzo di nastri trasportatori di lunghezza complessiva di circa 4 Km.

· Argilla: proveniente dalla cava di Torre Spagnola attigua all’area della cementeria (comune di Matera). Costituisce circa il 30% del materiale necessario. Arriva all’interno della cementeria per mezzo di nastri trasportatori di lunghezza complessiva di circa 3 Km.

· Correttivi apportatori di ferro: sono acquistati da terzi e costituiscono circa lo 0,5% del materiale utilizzato.
La cementeria di Matera utilizza per la macinazione dei cementi: un molino Tosi 4 x 8 m a circuito chiuso della potenza installata di 2.000 kW e un molino Tosi 4,6 x 9 m a circuito chiuso della potenza installata di 3.300 kW.
L’acqua è utilizzata in quantitativi relativamente modesti per il raffreddamento di alcuni macchinari e per la granulazione della farina (circa 200.000 m3/anno).

Il ciclo tecnologico di produzione del cemento non produce direttamente rifiuti. Quelli prodotti in cementeria derivano esclusivamente dalle attività di manutenzione e servizio. Il quantitativo di rifiuti prodotti complessivamente è piuttosto contenuto. Di questi, alcuni definiti dalla legge come “rifiuti pericolosi” (oli, neon, batterie ecc.) costituiscono una frazione limitata (circa 230 t/anno) ed altri definiti “rifiuti non pericolosi” (circa 270 t/anno).(*)

I numeri della cementeria di Matera sono quindi:
· 1.500 ettari al servizio della cementeria e delle cave;
· 570.000 tonnellate di capacità produttiva di clinker in un anno;
· 700.000 tonnellate di capacità produttiva di cemento in un anno;
· 5.300 KW di potenza installata;
· 200.000 m3/anno di acqua utilizzata;
· 500 t/anno di rifiuti prodotti;
· 108 dipendenti tra tecnici, impiegati e operai (*).

(*) Fonte Italcementi: http://www.italcementi.it/ITA/cementerie+e+comunita+locali
Perché un Cementificio non piace?
Il Cementificio è un inceneritore camuffato, è un divoratore di paesaggi, di energia e di acqua, capace di devastare la natura anche in prossimità di un Parco, inquinando l’aria e l’ambiente circostante. Il Cementificio nel suo ciclo produttivo non adotta nessun modello di sviluppo sostenibile, tanto meno nell’impiego e nell’utilizzo di fonti rinnovabili sia dei materiali che dell’energia. I pneumatici sono combustibili alternativi, ma non rinnovabili come
l’eolico o il solare.
Perché realizzare una Torre più alta di quella esistente?
I limiti di legge (regionale) si riferiscono ai valori di emissione in atmosfera. I limiti di controllo (nazionali) fanno riferimento all’immissione in atmosfera. Questo comporta che, con una torre alta 100 metri (40 metri in più dell’attuale), i fumi e le polveri (emessi in atmosfera) sono dispersi a diversi chilometri di distanza ed i valori misurati a terra (immessi in atmosfera) rientrano nei limiti normativi.
 
 
Commenta con il tuo Account di Facebook
 
 
   
S. Agostino
Osservatorio Sassi di Matera
Ipogei Piazza Vittorio Veneto
Il Parco delle Cave
Osservatorio Beni Culturali
Ambiente
Inquinamento atmosferico
Immagini di alto profilo
Discariche Urbane
Turismo
Amministrazione Comunale
Osservatorio Regione Basilicata
No Nuke
Scuola e Università
Solidarietà
Innovazione e Sviluppo
Regolamento Urbanistico
Osservatorio Politico
Dossier Fondi Pubblici
Lontani da un Paese normale
Matera Cambia
 
 
www.sassikult.it