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RETE SOCIALE
10/01/2008  Lascia un commento
Rivolgere lo sguardo o voltare la faccia: ci ricordiamo ancora di Nairobi?
AltroVerso Onlus - Matera
In questi giorni l’Africa è tristemente al centro dell’attenzione per gli scontri che hanno funestato l’inizio del nuovo anno in Kenya a seguito di contestazioni di brogli elettorali alle presidenziali dello scorso dicembre. L’associazione di volontariato AltroVerso ha in atto un progetto educativo a Nairobi e queste attività sono nate perchè conosciamo proprio a Nairobi Padre Kizito, comboniano, Koinonia, la comunità di laici africani con cui lavora, e Africa Peace Point, l’associazione pacifista ad essa correlata. Sono persone che da anni lavorano per la risoluzione dei conflitti e la costruzione della pace in Africa Centrale. Non avrebbero mai immaginato che la loro azione potesse rivolgersi a conflitti etnici così gravi proprio nel Kenya, considerato a livello internazionale un’oasi di pace.
Tramite il blog di Padre Kizito (http://kizito.blogsite.org) apprendiamo con gioia che la situazione sta lentamente migliorando:

Si torna a ragionare

Lunedi 7. La mattinata e’ stata molto tesa, ma poi e’ arrivato l’ annuncio che l’ opposizione ha rinunciato alla manifestazione prevista per domani – anzi avevano programmato una serie di manifestazioni in centro Nairobi ma anche diverse localita’ periferiche – e si e’ sentita la citta’ tirare un collettivo respiro di sollievo.

Raila Odinga , il capo dell’ opposizione, ha motivato questa saggia decisione il fatto che il Presidente Kibaki– chiamiamolo cosi’ anche se e’ proprio la sua elezione che e’ contestata – ha detto di essere disposto a negoziare. Ed entrambe le parti hanno abbandonato le irresponsabili reciproche accuse di genocidio e pulizia etnica, il tipo di discorsi che servono solo ad infiammare ulteriormente gli animi.

[…] Benvenuta quindi a questa decisione di Raila. I negoziati saranno lunghi e difficili, ma se si ferma la violenza fisica e brutale delle uccisioni, dei saccheggi, e si cerca una soluzione politica negoziata, si puo’ sperare di vincere anche le violenze istituzionali.

Come si è arrivati a tutto questo?

Oltre l’azione diplomatica ci sono tante azioni della comunità considerando che occorre:

Superare l’ Odio, senza rinunciare alla Giustizia

Sabato 5. La gente si muove normalmente, e’ un sabato mattina come tanti altri, con cielo limpido e un sole subito caldo. Prima delle otto vado a visitare una delle nostre case per ex-bambini di strada, Ndugu Mdogo. Quando entro sono tutti intorno ai tavoli apparecchiati per la colazione che stanno pregando. Una delle mamme mi spiega, sottovoce, che i bambini hanno loro stessi deciso di fare una preghiera speciale per la pace.

In tutte c’e’ l’impegno di mantenere la pace nella casa, di non essere tribalisti. Spesso si ripetono i nomi degli otti bambini ospiti della casa che erano andati a passare il Natale con qualche parente e che non sono riusciti a tornare perche’ intrappolati dalla violenza. 

Ma anche se le parole sono quasi uguali le espressioni che passano sui volti dei bambini sono diverse, ognuno ha le sue sfumature di paura, di sbigottimento e anche di rabbia.

Quando hanno finito e attaccano con determinazione il piattone di porridge col latte, Samuel, un quattordicenne di solito sempre allegro si sente in dovere di spiegarmi; "Non possiamo essere veramente in pace fino a che tutti i nostri otti fratelli che sono a Kibera non sono rientrati con noi". Lo rassicuro, oggi ci si puo’ muovere senza difficolta’ e Jack andara’ a recuperarli uno per uno.

Si, la pace e’ tornata, almeno a Nairobi. E’ una pace difficile, le violenze dei giorni scorsi non possono essere cancellate cosi in fretta.

Abbiamo realizzato oggi l’ idea di Ken (acrobata dei Nafsi). Con un giro di sms abbiamo convocato tutti i gruppi acrobatici piu’ importanti di Nairobi. Abbiamo rispolverato le bandiere della pace e coi bambini di Kivuli abbiamo improvvisato nel cortile della Shalom House uno spettacolo con accompagnamento di tamburi e canti: Piramidi umane composte da keniani di tutte le etnie, un grido per la pace. Per superare il risentimento, senza rinunciare all’ impegno per la giustizia."

Una bandiera che sventola PACE è un chiaro segnale che richiama chi di pace ha fame. Ma in questi tempi la fame è di casa a Nairobi ed in Kenya e lo stato di necessità è una realtà con cui si confrontano coloro che ci hanno rivolto questo appello.
AN EARNEST APPEAL FOR PEACE AND HUMANITARIAN ASSISTANCE
Un sincero appello per la pace e l’assistenza umanitaria
BY KOINONIA COMMUNITY AND AFRICA PEACE POINT - Dalla Comunità Koinonia e da Africa Peace Point

Following the escalation of violence in various parts of the country occasioned by disputed presidential poll results, we appeal to the protagonists to embrace dialogue and give peace a chance. It is sad to note that over 300 people have lost their lives, several others severely wounded and over 100,000 displaced since December 30, 2007, when the Electoral Commission of Kenya Chairman Mr Samuel Kivuitu announced the results of the presidential poll.
In seguito all’escalation di violenza in varie parti della nazione in occasione della contestazione dei risultati delle elezioni presidenziali, rivolgiamo un appello ai protagonisti a dialogare e a dare una possibilità concreta alla pace. E’ triste osservare che oltre 300 persone hanno perso la vita, parecchie altre sono state gravemente ferite ed oltre 100000 sfollate dal 30 Dicembre 2007, giorno in cui il capo della Commissione Elettorale del Kenya Samuel Kivuiti ha annunciato i risultati delle elezioni presidenziali.

Over the years, Kenya has remained an oasis of peace in the region, hosting thousands of refugees fleeing from war-torn countries. We must therefore not allow the results of an election to divide us along ethnic lines but instead strive to keep peace and cherish democratic principles.
Negli anni, il Kenya è rimasto un’oasi di pace nella regione, ospitando migliaia di rifugiati da paesi devastati dalla guerra. Pertanto non dobbiamo permettere che i risultati elettorali ci dividano su base etnica ma invece batterci per mantenere Ia pace e nutrire i principi democratici.

Kenya is proud to have some of its sons as international peace mediators. It is instructive that three of them—retired generals Daniel Opande and Lazarus Sumbeiywo and Ambassador Bethuel Kiplagat--have already volunteered their services under the auspices of the concerned citizens of peace. Such initiatives and those of the African Union, European Union and other mediators currently in the country should be harnessed to find a lasting solution to the current impasse. Members of Koinonia Community and of Africa Peace Point coordinated by Michael Ochieng’ and Fr. Kizito are moving in the informal settlements of Nairobi identifying the victims of the violence with a view to offering them humanitarian assistance.
Il Kenya è orgoglioso di avere tra i suoi fratelli dei mediatori internazionali di pace. E’ importante sapere che tre di loro – i generali in pensione Daniel Opande e Lazarus Sumbeiywo e l’ Ambasciatore Bethuel Kiplagat abbiano già offerto volontariamente i loro servigi sotto gli auspici dei cittadini interessati alla pace. Tali iniziative e quelle dell’Unione Africana, dell’Unione Europea e di altri mediatori attualmente nel paese dovrebbero guidare a trovare una soluzione finale all’impasse attuale. I membri della Comunità Koinonia e di Africa Peace Point coordinati da Michael Ochieng’ e Padre Kizito si stanno muovendo a Nairobi per identificare le vittime della violenza per poter offrire loro assistenza umanitaria.

As a first step towards reconciliation, there is need for the establishment of an independent international commission of inquiry to look into the controversial presidential tallies. In the meantime, both President Mwai Kibaki and his closest challenger Mr. Raila Odinga must not set any conditions as prerequisites to negotiations. The two leaders should instead immediately call upon their supporters to shun violence and destruction of property as a peaceful settlement is being worked out. For Kenya to move forward, peace is a must.
Come primo passo verso la riconciliazione, è necessario stabilire una commissione internazionale indipendente d’inchiesta riguardo alle controversie per i conteggi elettorali. Nel contempo, il Presidente Mwai Kibaki e il suo maggiore antagonista Raila Odinga non devono porre alcuna condizione ai negoziati. I due leader dovrebbero invece immediatamente invitare i loro sostenitori ad evitare la violenza e la distruzione di proprietà mentre una soluzione pacifica viene elaborata. Perchè il Kenya guardi al futuro, è necessaria la pace.

In order to address the immediate human challenges prevailing and to save the suffering and vulnerable children and women, Koinonia Community and Africa Peace Point are making a Flash Appeal to all their friends over the world to mobilize resources for humanitarian emergency relief and early recovery needs of the residents of informal settlements in Nairobi who have been most affected by clashes occasioned by a disputed election. Such informal settlements include Kibera, Mathare, Korogocho and Kawangware.
Per dedicarsi ai bisogni umani immediati e dominanti e per salvare bambini e donne sofferenti e vulnerabili, la Comunità Koinonia ed Africa Peace Point rivolgono un appello a tutti gli amici nel mondo per mobilitare risorse per aiuti di emergenza umanitaria e rispondere ai bisogni dei residenti nelle baraccopoli di Nairobi che son state maggiormente colpite dagli scontri in occasione della contestazione delle elezioni. Tali aree includono Kibera, Mathare, Korogocho e Kawangware.

Emergency needs identified are: food, medicine, water and sanitation, shelter and infrastructure, as well as mediation and reconciliation meetings with the affected people. This appeal is being coordinated by Koinonia Community who is active in humanitarian activities in Kenya, Zambia and Sudan and Africa Peace Point that has experience in the Juba Peace Talks.
I bisogni dell’emergenza sono: cibo, medicine, acqua e igiene, rifugio e infrastrutture, nonchè incontri di mediazione e riconciliazione con le persone coinvolte. Questo appello è stato coordinato dalla Comunità Koinonia che è impegnata in attività umanitarie in Kenya, Zambia e Sudan e da Africa Peace Point che ha esperienza nei dialoghi di pace di Juba.

Michael Ochieng’ Fr. Renato Kizito Sesana Mccj
Africa Peace Point Koinonia Community

Per donare materiale inviarlo a:
Koinonia Community
Shalom House (Dagoretti Corner, St, D. Comboni Road, off Ngong Road)
P. O. Box 21255, 00505 Nairobi, Kenya
Tel. +254.733.718.714

Per donazioni mediante bonifico su conto corrente bancario:
BANK: CITIBANK
BRANCH: UPPERHILL
ADDRESS: P.O. BOX 30711 - 00100 NAIROBI.
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