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Indecenza di Stato 06/07/2022
Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

La insopportabile indecenza dello Stato Italiano

Gentile Presidente,

il 18 ottobre 2006, nei Sassi di Matera, nell’area del Convento di S. Agostino attuale sede di uffici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata, è iniziata la distruzione attraverso le ruspe dei locali ipogei e di tutto quanto da secoli ha costituito la storia di questa parte dei Sassi.

Le ruspe della Soprintendenza stanno sbancando l’area per fare spazio ad un parcheggio per 50 automobili, un parcheggio nei Sassi di Matera. Il parcheggio sarà interrato per 8 metri e sarà privato, ovvero destinato alle auto di coloro che lavorano negli uffici della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Basilicata.

Immagini Presidente, le ruspe nei Sassi di Matera, iscritti nel 1993 nella lista ufficiale dell’UNESCO, dichiarati “patrimonio dell’umanità da tramandare alle generazioni future” ed elencati tra le 395 meraviglie del mondo.
Immagini Presidente, un parcheggio interrato di 2 piani per 50 posti auto.
Come lo realizzzerà la Soprintendenza ai Beni Architettonici e al Paesaggio della Basilicata?
In tufo? Scavandolo nella roccia come hanno fatto per secoli coloro che inconsapevolmente ci hanno lasciato questo patrimonio?

Ironia della sorte proprio dal luglio del 2006, sono in vigore le nuove direttive emanate dall’Amministrazione Comunale che vietano l’accesso alle automobili nei Sassi di Matera.
Nel cartello esposto per le informazioni sul cantiere è stampata a chiare lettere tutta la penosa e insopportabile indecenza dello Stato Italiano.

Lo so Presidente che Lei mai vorrebbe leggere queste parole, così come mai avrei voluto scriverle, ma purtroppo il cartello e gli avvenimenti che Le sto illustrando significano esattamente questo.

Come può vedere su questo cartello sono presenti tutte le Istituzioni che oggi governano la nostra vita:

la Comunità Europea che contribuisce a finanziare i lavori, lo Stato Italiano rappresentato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Sprintendenza per i Beni Architettonici della Basilicata, il Comune di Matera.

A onor del vero è assente l’Amministrazione Provinciale di Matera, ma Le assicuro Presidente che praticamente nessuno in questa città si accorge dell’esistenza di questa Istituzione.
Il 12 marzo del 2001 tutto il mondo espresse il proprio sdegno e il proprio orrore nel vedere la distruzione delle statue dei Buddha di Bamiyan ad opera dell’allora governo Afghano dei Talebani, una distruzione annunciata e velocemente eseguita.
A nulla valsero i tentativi di dissuasione da parte dei più alti rappresentanti della comunità internazionale.

Le due statue alte rispettivamente 35 e 53 metri e risalenti ad un periodo compreso tra il III e il V secolo d.C. non figuravano nella lista ufficiale dell’UNESCO quale Patrimonio dell’Umanità, anche se, dopo la distruzione, il Direttore Generale dell’UNESCO, Kiochiro Matsuura, definì quell’azione come un crimine contro l’umanità affrettandosi ad affermare che, comunque, le statue dovevano essere considerate a tale stregua.

Chissà cosa ha pensato Lei Presidente il 12 marzo del 2001, o quando è venuto a conoscenza di questo accaduto.
Le chiedo se trova delle differenze tra la distruzione dei Buddha di Bamiyan ad opera dei Talebani, e la distruzione di quello che i nostri inconsapevoli antenati a Matera ci hanno lasciato nei secoli, pur trattandosi di semplici opere della civiltà rupestre, un frantoio rupestre ipogeo, una via utilizzata dai soldati napoleonici, un fregio scolpito nel tufo, tante cose che insieme costituiscono un patrimonio inalienabile per tutta l’umanità: i Sassi di Matera.

Le chiedo se conosce qualche Soprintendenza in Italia che utilizza le ruspe per valorizzare un area protetta e annoverata come patrimonio dello Stato e addirittura dell’UNESCO.

Pensi Presidente, in questo momento i nostri soldati rischiano e perdono purtroppo la vita in Afghanistan per aiutare quel popolo anche a conservare la propria identità storica e culturale.

Nel frattempo in Italia, in Basilicata, a Matera, la Soprintendenza ai Beni Architettonici, ovvero l’Amministrazione dello Stato che per legge deve tutelare tutto ciò che costituisce il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale, è impegnata secondo quanto riportato nel cartello esposto sul cantiere di S. Agostino a:
- costruire un parcheggio interrato per le proprie automobili; 
- recuperare i locali ipogei che oggi ha irrimediabilmente distrutto con le ruspe
- valorizzare un monumento (il convento di S. Agostino), nell’ambito di un accordo di Programma Quadro della Regione Basilicata finalizzato alla valorizzazione turistica di risorse storico culturali.

Mi aiuti a capire Presidente, sul sito internet della Soprintendenza della Basilicata è scritto quanto segue:

Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n.352 Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490

Articolo 1 - Oggetto della disciplina
1. I beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico nazionale sono tutelati secondo le disposizioni di questo Titolo, in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione.

Articolo 2 - Sono beni culturali disciplinati a norma di questo Titolo:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etno-antropo logico;

Articolo 21 - Obblighi di conservazione
1. I beni culturali non possono essere demoliti o modificati senza l’autorizzazione del Ministero.
2. Essi non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrità.

E’ per caso questa la legge Italiana in merito?

A questo Presidente aggiunga alcuni recenti fatti inerenti questo accaduto:

Il 29 settembre 2006 il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, l’Architetto Antonio Giovannucci, ha dichiarato a riguardo:
"Questo progetto si sposa bene sia con la sistemazione delle auto, che non saranno più a vista, sia per un accesso agli ipogei. Bisogna togliere dalla visuale le auto. Poi vogliamo sistemare i giardini e regaliamo uno spettacoloso panorama avendo tagliato i cipressi che ostacolavano la veduta" (La Nuova Basilicata 29 settembre 2006 )

Il 30 settembre 2006 sempre l’Architetto Antonio Giovannucci intervistato nel corso trasmissione "AMBIENTE ITALIA "in onda su RAI 3 ha dichiarato la stessa cosa.

Il 15 ottobre 2006 il Ministro per i Beni Culturali e Vice Presidente del Consiglio, On. Francesco Rutelli, è venuto qui a Matera ad inaugurare un nuovo museo nei Sassi.

Il 17 ottobre 2006 alla trasmissione radiofonica in onda su RAI RADIO 1 "LA RADIO NE PARLA", dedicata a questa vicenda, hanno partecipato:
l’Architetto Antonio Giovannucci che ha ribadito la sua posizione a favore della realizzazione del parcheggio espressa sulla stampa aggiungendo:
"Non capisco tutto questo rumore per questo parcheggio. Lo spazio interessato non ha reperti importanti. All’epoca della prima gara, anni ’90, i lavori vennero bloccati per il ritrovamento di Ipogei. Ricordo che il parcheggio era troppo invasivo, si contavano 250 posti auto. Venti anni dopo viene ribadita la necessità di intervenire con un Progetto di recupero degli Ipogei e realizzazione di un parcheggio, ritenuto urbanisticamente compatibile. Il progetto prevede la sistemazione dei giardini e degli spazi di sosta sia per le persone, sia per le auto. Ora si tratta di 50 posti che non saranno visibili,sotterranei, non andiamo ad intaccare nulla di grave, non ci sono reperti, anzi, andiamo ad aprire un varco per un accesso all’ipogeo".

E’ intervenuto un altro Soprintendente, Salvatore Abita, Soprintendente Beni Artistici e Storici della Basilicata che ha dichiarato:
"Il ruolo delle soprintendenze non è quello di creare parcheggi ma di tutelare i beni artistici. C’è, purtroppo, anche all’interno dei Beni Culturali tanta ignoranza. Sono sconvolto dalla costruzione di un parcheggio sotterraneo in un’area così delicata e ricca di reperti, un parcheggio che verrà dato in gestione ad una cooperativa esterna. Un parcheggio che non serve alla comunità ma pensato ad hoc per i dipendenti della Soprintendenza".

Infine è intervenuto il Direttore del Dipartimento dei Beni Culturali e Paesaggistici del Ministero dei Beni Culturali, Giovanni Proietti, che dichiara:
"Il ministero ha deciso di inviare un’ispezione a seguito dell’interessamento dei cittadini che hanno contatto La radio ne parla. L’ispezione parte su segnalazione di cittadini ma anche di enti come l’Unesco, oppure in seguito a un esposto. I tempi dipendono dalla mole di lavoro che hanno gli ispettori. In questo caso sembra che l’intervento sia in regola, ma se si accertasse la sua incompatibilità paesaggistica verrebbe prontamente bloccato".

Il 18 ottobre 2006 le ruspe della Soprintendenza distruggono tutto quello che faceva parte dell’area antistante il Convento di S. Agostino. Nessuno potrà mai dire cosa ci hanno distrutto, nessuno era presente tranne il sottoscritto e 2 operatori rispettivamente alla ruspa e al camion. Nessuna ispezione potrà mai rilevare delle incompatibilità.

A fine novembre 2006 noi tutti cittadini Italiani saremo chiamati a pagare gli acconti delle tasse del 2007 che provvederanno a sostenere anche questo scempio, nonchè a pagare gli stipendi dei dirigenti della Pubblica Amministrazione magari anche qualche premio per la solerte esecuzione dei lavori e per l’efficienza.

Cosa significa tutto questo Presidente?
E’ forse la fotografia dello Stato Italiano in cui viviamo noi cittadini giorno per giorno?

Oppure esiste un nuovo repertorio dei Beni Culturali in cui è stato inserito come patrimonio da salvaguardare il Parcheggio ipogeo per le automobili e solo quello realizzato dalle Soprintendenze?

Oppure da oggi tutti coloro che hanno un ipogeo annesso alla propria abitazione nei Sassi di Matera, praticamente tutti gli abitanti dei Sassi, potranno costruire un parcheggio per la propria auto che farà parte integrante del cosidetto patrimonio dell’umanità?

I Talebani giustificarono la distruzione dei Buddha di Bamiyan dicendo che era necessario "purificare" quell’area dai simboli pagani. Almeno loro parlarono in modo semplice e chiaro.
Non so se l’indecenza di cui scrivo possa essere da Lei condivisa, sono certo però di provare una grande pena nel vedere tutte queste Istituzioni sottoscrivere e perpetrare in modo così assurdo lo scempio che sinora è stato realizzato e che, con tutte le carte in regola, verrà portato a termine nella più ampia legalità e perizia tecnica e burocratica.

A noi cittadini di Matera che abitiamo nei Sassi o a chiunque abbia una casa nei Sassi è vietato modificare il minimo particolare per salvaguardare l’integrità costruttiva e architettonica delle abitazioni. I vincoli sono giustamente imposti dalla Soprintendenza, e quindi abbiamo al momento una certezza: a noi semplici cittadini sono consentiti solo lavori di "risanamento conservativo".

Mi aiuti a capire Presidente, se dei cittadini Italiani come me volessere presentare un esposto, una denuncia, un ricorso o quant’altro utile a generare indagine e giudizio su questi fatti presso il Sistema Giudiziario di questo Stato, il Giudice o il Magistrato a chi dovrebbero rivolgersi per avere delle certezze sulla legalità, sulla compatibilità, sulla giustezza di questo scempio se non alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio della Basilicata?

E inoltre, nel caso in cui il Sistema Giudiziario Italiano o qualsiasi organismo dello Stato preposto dovesse giudicare incompatibile l’intervento in atto presso il convento di S. Agostino nei Sassi di Matera chi pagherà questo disastro? E in che modo?

Un’ultima cosa Presidente, a proposito del patrimonio da tramandare alle generazioni future, mio figlio guarda con me ogni giorno dalla finestra di casa le attività delle ruspe e dei camion della Soprintendenza, ha tre anni e come tutti i bambini a questa età mi chiede il perchè di tutto quello che vede.
Alla domanda - perchè la ruspa mette tutte quelle cose sul camion?
cosa devo rispondergli?
Perchè anche tu sei nato nella Repubblica Italiana.

La ringrazio per la Sua attenzione.

Michelangelo Camardo
e-mail: michelangelo.camardo@sassikult.it

Matera, 18 ottobre 2006
     
 
 
 
 
   
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