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Osservatorio Politico 06/07/2022
Anna R. G. Rivelli

Natale a Rio, Capodanno in giunta: il primo è, come tutti sanno, il titolo del solito film tormentone delle feste; il secondo non è un titolo, è il solito tormentone e basta. Il 2009 si è aperto, infatti, all’insegna della continuità, tant’è che alla seduta fiume della giunta regionale del giorno di San Silvestro è stato necessario il post scriptum di una nuova giunta di fretta o di urgenza convocata il primo giorno dell’anno nuovo.

Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno (tanto perché un po’ di ottimismo almeno nelle feste non guasta ) c’è da notare che i politici lucani sono apparsi in questo frangente tutt’altro che fannulloni e tutt’altro che incoerenti; più volte, infatti, in rapporto alle azioni del governo regionale si era dichiarato di volersi ispirare alla discontinuità nella continuità, espressione che per la verità ha da subito suscitato il sospetto che alludesse ovviamente soltanto alla possibilità di rendere immune dalle critiche qualsiasi decisione presa.

Il Governo De Filippo numero tre era già apparso la concretizzazione del sofisma: dopo circa tre settimane di crisi, la crisi si risolve semplicemente non risolvendola; è bastato mettersi d’accordo nel sopportare che il fantasma di Folino aleggiasse nell’interim del Presidente.

Tutto questo, naturalmente, per il bene della Basilicata che gode di una classe dirigente di tale levatura da non potersi sostituire, che suscita tali invidie da far ordire continui complotti ai suoi danni. Ma non finisce qui.

Si procede con la nomina dei Direttori generali delle nuove aziende sanitarie; anche qui la continuità è talmente garantita che per uno dei neodirettori è stato necessario doversi attrezzare a rimuovere frettolosamente le incompatibilità che ne avrebbero ostacolato la nomina; eppure l’assessore alla sanità aveva dichiarato che i papabili risultavano tutti di altissimo profilo, ma evidentemente il profilo di qualcuno era talmente affascinante da lasciarne la giunta quasi come colpita al cuore.

Cosicché la discontinuità non si capisce bene dove sia, ma la continuità appare evidentissima nel perpetuarsi della logica di lottizzazione che prevale sempre su qualsiasi altra considerazione, tanto è che, memori della candida dichiarazione di ignoranza fatta dall’assessore Potenza in risposta alle alte grida levatesi nello scorso agosto in seguito alla nomina di Buscicchio a commissario dell’Asl 2, sarebbe lecito domandare se questa volta si è operato tutti precisamente in piena coscienza e conoscenza.

Che la sanità lucana è il trionfo dello sperpero non è d’altronde un mistero; il bene della regione e della gente avrebbe probabilmente richiesto, più che la velocità, l’individuazione di manager di esperienza capaci di risollevarne le sorti e di ridare smalto alla possibilità di una sua più ampia proiezione geografica.

Grande plauso va perciò alla decisione dell’assessore Autilio di non partecipare alla tombolata di Capodanno; la sua decisione (assai amara) di rimanere nella giunta De Filippo tre trovava nella necessità di non creare paralisi in un momento così delicato per la regione una nobile motivazione, ma in rapporto alle ultime azioni di governo si fa davvero fatica ad individuarne una altrettanto nobile per restare ancora.

Le critiche strumentalmente mosse alle dimissioni "anomale" di Autilio dal consigliere regionale Franco Mattia non sarà difficile rispedirle al mittente con la consequenzialità e la coerenza dell’ IdV, unico partito che sembra aver compreso che l’appartenenza ad una maggioranza di governo non è una professione di fede che implica accettazione e silenzio tout court.

Anna R. G. Rivelli
     
 
 
 
 
   
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