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Ambiente 28/09/2022
Organizzazione Lucana Ambientalista

I partiti politici, presi forse dall’impeto della reazione federalista contro l’accentramento dei poteri statali o dalle ragioni opposte in difesa della nomina del Commissario del Parco della Val d’Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, si sono dimenticati proprio del Parco e della sua tutela.

In verità, non se ne sono quasi mai preoccupati, presi in tutti questi anni, nell’atto del mercanteggiare con le compagnie le royalties del petrolio, ottenute in cambio delle autorizzazioni ambientali.

Non se ne sono occupati nemmeno quando, con un esponente dei Verdi al dicastero Ambiente, gli esponenti locali di questo partito, passati oggi ad altri lidi, proponevano "commissari straordinari" al posto del presidente e di organi di gestione ordinari capaci di frenare l’invadenza delle trivelle.

Nel mentre, dal perimetro del Parco, scomparivano parti significative dall’area protetta per ricomparire nella concessione petrolifera. Nel frattempo, il Decreto istitutivo del Parco veniva palleggiato tra Ministeri, Regione, Comuni e Corte dei Conti, prima di essere pubblicato, nel marzo scorso, sulla Gazzetta Ufficiale, dopo ben 13 lunghissimi anni.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini, in attesa di poter leggere il Decreto di nomina del Commissario per capire le ragioni addotte dal Ministero ed il ricorso al TAR, quelle opposte della Regione, chiede quali siano i compiti del Commissario, dal momento che nessuno si è premurato di chiederglielo, considerato che egli non dispone di una sede (anche provvisoria) e di personale, oltre che delegittimato dal territorio e dalle istituzioni, mentre ENI intende rafforzare la sua presenza in Basilicata, trasferendo a Viggiano la sede attualmente ubicata in Abruzzo.

In considerazione della situazione di caotica precarietà del Parco Nazionale che appena istituito è già stato commissariato, e della preannunciata intensificazione delle attività petrolifere all’interno dell’area, la OLA, preoccupata per il futuro del territorio e la salvaguardia della biodiversità, ha chiesto al Commissario Ambiente dell’Unione Europea di intervenire presso lo Stato Membro ed il Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, affinché assicuri, in questa fase di gestione straordinaria, la corretta applicazione delle misure di salvaguardia del parco ed in particolare di quanto specificato dall’art. 3, comma 2, del D.P.R. 8 Dicembre 2007 (G.U.R.I. n. 55 del 5/3/2008) che fa preciso riferimento ad opere ed attività petrolifere che hanno ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale, prima del mese di Dicembre 2002, essendo forte il rischio che vengano invece stravolte, attraverso interpretazioni (Regione Basilicata) o modifiche (Ministero dell’Ambiente), le misure di salvaguardia del parco vigenti, in attesa che venga ristabilita la gestione ordinaria del parco, che si preannuncia con tempi lunghi.
     
 
 
 
 
   
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