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Solidarietā 29/05/2022
6 maggio 2009
Finalmente liberi i Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto

Intorno alle ore 4,00 di questa mattina 6 maggio 2009, decimo giorno di forzata prigionia, è stato consumato un “blitz” notturno al Sit in di Piazza del Popolo in Bernalda (MT), con rimozione del gazebo imbandierato col tricolore, ultimo simbolo di civile resistenza a un progetto amministrativo autoritario e non condiviso dalla stragrande maggioranza della popolazione.

Di buon mattino, come accade per la cattura dei cento più pericolosi latitanti, presenti le Forze dell’Ordine, nel cantiere eretto intorno al Sit-in sono cominciati i lavori.

Una manifestazione legalmente riconosciuta, pacifica, civile e rappresentativa di tremila firme di cittadini bernaldesi sono state messe sotto un caterpillar non dissimile nelle proporzioni da un carro armato di Piazza Tienanmen.

I Cittadini Attivi non temono di affermare che è venuta meno la residua fiducia nelle Istituzioni, precisando che queste sono sacre e inviolabili, ma chi le gestisce dia conto alla propria coscienza e alla sorte futura dei loro stessi figli e nipoti.

La democrazia partecipativa per l’Italia non è un sogno, ma una follia.
 
5 maggio 2009
Bernalda (MT), dal Sit-in di Piazza del Popolo
Liberate i Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto

Accerchiati, cantierizzati, moralmente imprigionati e censurati per il nono giorno consecutivo.

E’ esattamente questa la cruda condizione vissuta sulla propria pelle dai Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto, a seguito della decisione autoritaria e arbitraria del Sindaco di Bernalda, che ha pensato di imbrigliare in una sorta di invalicabile “muro di cantiere” il pensiero libero dei cittadini bernaldesi che hanno il solo torto di seguire la logica dei diritti, non quella dei partiti.

Fa senz’altro rabbrividire il ricordo di analoghe condizioni, sicuramente ben più terribili, vissute da altri uomini in periodi storici molto bui e tristemente cupi per gli effetti prodotti e ancora perduranti.

Voglia l’opinione pubblica riflettere sui nefasti effetti che simili atteggiamenti possono generare: un grave ostacolo al difficile cammino della libertà, al vero riconoscimento della dignità dei cittadini e al sereno rispetto della sovranità popolare e degli inviolabili diritti delle singole persone per le quali soltanto ha ragione di esistere lo Stato.
 
4 maggio 2009
Bernalda (MT), dal Sit-in di Piazza del Popolo
Liberate i Cittadini Attivi di Bernalda-Metaponto

E’ passato l’ottavo giorno dall’inizio dell’accerchiamento dei Cittadini Attivi, in protesta per una piazza da trasformare senza alcuna logica di pubblico interesse, rinchiusi in un cantiere precipitosamente allestito, autoritariamente architettato e palesemente oltraggioso di almeno due principi fondamentali della Costituzione:

la libertà di manifestare le idee senza violenza e il rispetto della persona umana.

I cittadini attivi, nel massimo rispetto della legalità, ribadiscono la loro tenace volontà di non rinunciare alla civile protesta, invitando anche chi si permette di deriderli a riflettere bene sul grave rischio in cui è la residua libertà degli italiani.

Richiamano la pubblica attenzione sul concetto di “sovranità popolare” che è sulla bocca di tutti, ma che è calpestata ignominiosamente a tutti i livelli della vita nazionale.

Le tremila firme raccolte nella cittadina del materano per contestare una iniziativa mai concordata, come tantissime altre, con la Pubblica Amministrazione, sono un segno minimo della superficialità generale in cui i cittadini ritengono di essere ormai alla deriva.

Si parla di amministrazione “condivisa”, di amministrazione “colloquiale”, di comitati civici di controllo e valutazione dell’attività, in riferimento alla efficacia, efficienza e trasparenza operativa delle amministrazioni pubbliche, ma di tutto ciò non c’è la minima applicazione almeno qui in Basilicata.

Leggi sane, ma emarginate, mai applicate e spesso derise perfino dai partiti politici.
 
3 maggio 2009
Appello Urgente

Siamo il Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto e insieme al nostro Sit-in siamo stati illegalmente sequestrati e imprigionati in una piazza della nostra città (Piazza del Popolo a Bernalda - MT);
protestavamo in forma autorizzata da circa tre mesi con un gazebo e diversi striscioni. Con un atto di assoluta pirateria amministrativa lunedì 27 aprile il cantiere è stato eretto, e davanti al gazebo è stato posto un enorme escavatore che minaccioso è pronto a spazzare via uomini e cose. Sono intervenuti i carabinieri ed abbiamo provveduto ad inviare un esposto-denuncia alla Procura di Matera, al Capo dello Stato, ai Presidenti di Camera e Senato e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per denunciare le illegalità commesse sia nei confronti nostri che della Costituzione Repubblicana per cui adesso protestiamo anche in difesa di essa.
Da allora siamo asserragliati nel gazebo "imprigionato" con un’apertura di 50 cm nella transennatura che ci permette giusto di uscire per recarci, la sera, alle nostre case.
Non ci è stata notificata alcuna ordinanza di sgombero e non possiamo abbondonare il presidio, perchè il loro intento era proprio quello di denunciarci a nostra volta per occupazione abusiva di pubblico cantiere e fermo-lavori.
Si ventila la voce che lunedì 4 maggio entreranno di forza e smantelleranno tutto.
Al progetto di riqualificazione, voluto dal sindaco perchè probabilmente vuole far usufruire all’unico pubblico esercizio lì situato di proprietà della sorella l’effetto di tali trasformazioni fatte a spese dei cittadini, si oppone tutta la cittadinanza con petizioni fatte e più di tremila firme raccolte.
Potreste venirci in soccorso occupandovi dell’incredibile vicenda?
Il regime locale pare riesca a bloccare le informazioni giornalistiche riuscendo ad evitare che queste possano varcare il confine regionale, impedendone, di fatto, la diffusione nazionale.
Qui sembra di stare a Guantanamo o proprio a Piazza Tienanmen col carro armato pronto a travolgerci.
Viva la Costituzione, Viva l’Italia degli Onesti.
 
27 aprile 2009
EMERGENZA DEMOCRATICA A BERNALDA (MT) - Comunicato

Si comunica che da stamane il presidio permanente in atto da circa tre mesi in Piazza del Popolo a Bernalda (MT) è stato accerchiato e transennato dalle forze di Polizia Municipale che stanno altresì procedendo a rimuovere con la forza gli striscioni e il gazebo legalmente ivi apposti.

All’interno dell’area sono stati posti mezzi ed escavatori che stanno aspettando il via per procedere ai contestati lavori (più di tremila firme raccolte ed un’intera cittadinanza contraria).

All’interno dell’area sono altresì presenti numerosi cittadini facenti parte del Comitato, che desisteranno solo se le Istituzioni superiori all’Amministrazione Comunale di Bernalda (MT) (Prefetto, Procura della Repubblica, Questura di Matera a cui il Comitato si è già rivolto con esposti e denunce) notificheranno loro un’ordinanza di fine-presidio.

In mancanza di ciò i “Cittadini Attivi” faranno resistenza con tutte le loro forze, per difendere la libertà di espressione e di pensiero, così come sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Alcuni membri del Comitato sono inoltre determinati a dichiararsi “Prigionieri Politici” del regime in essere nella propria città.
DEMOCRAZIA OFFESA A BERNALDA (MT) - Comunicato n.2

Continua senza sosta il Sit-in dei Cittadini Attivi in Piazza del Popolo a Bernalda (MT).

Si precisa che dal Sit-in sono stati divelti tutti gli striscioni di libera protesta ed è stata minacciata la rimozione forzata del gazebo che non è stato rimosso per la presenza, in esso, dei Cittadini Attivi.

Questo Sit-in, espressione di libera manifestazione del pensiero popolare, garantito dalla Costituzione, vuole essere malignamente trasformato, dalle Autorità locali, in “occupazione di cantiere”.

La verità è che il cantiere non è stato ancora aperto, e i cittadini in legittima contestazione nel gazebo sono stati RINCHIUSI e vi permangono in una recinzione transennata fatta apporre dal Sindaco in maniera autoritaria e priva di dialogo.

A questo punto i Cittadini Attivi così rinchiusi avrebbero tutte le condizioni per considerarsi “prigionieri politici” ma essi civilmente chiedono che il Prefetto o il Questore o la Procura di Matera notifichino loro la convenienza o la giustificazione sia pure “pro-bono-pacis” della rimozione volontaria del Sit-in.

Si precisa che nessuna notificazione di ordinanza di sgombero del Sit-in è finora pervenuta ai manifestanti.

Da questo momento in poi il Comitato allontana dalla manifestazione tutti i rappresentanti dei partiti politici, indebitamente delegati e traditori delle 3.000 firme raccolte a difesa di Piazza del Popolo e a disposizione di tutti.
 
26 aprile 2009
Sit in al quartiere Lapadula

Si comunica che, su richiesta degli abitanti del quartiere Lapadula in Bernalda (MT), lo scrivente Comitato inizia a partire da lunedì 27 aprile 2009 un civile Sit-in permanente per segnalare alle Autorità competenti e alla pubblica opinione le condizioni di assurdo disagio in cui gli abitanti del quartiere sono costretti a vivere.

D’altra parte gli aspetti del disagio sono talmente concreti e visibili da poter essere constatati direttamente da qualsiasi cittadino. Le ragioni che causano il ritardo della esecuzione di lavori di primaria importanza igienico-sanitaria e di civica residenza non possono costituire oggetto dell’interferenza del Comitato.

Tuttavia è suo compito creare tutte le premesse perché un problema di assoluta necessità debba risolversi superando tutte le difficoltà che, per qualsiasi ragione, siano connesse con gli irragionevoli ritardi delle giuste soluzioni. Si tenga conto che l’intervento del Comitato è stato ripetutamente invocato dagli abitanti del quartiere oltremodo esasperati dai lunghi anni del loro vivere inaccettabile civilmente e umanamente.

Bernalda, 26 aprile 2009
Comitato "Cittadini Attivi" di Bernalda e Metaponto
     
 
 
 
 
   
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